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Accessori e dettagli. Con tanto di scarpe, borse, gioielli, occhiali da sole, cappelli.

Fashion items di tendenza visti durante le sfilate della Milano Fashion Week Autunno Inverno 2018-19.

Modelle, modelli, capi, accessori e anche piccoli draghi. La sfilata di Alessandro Michele per Gucci trae ispirazione dalla teoria Cyborg di Donna Haraway, testo del 1984 che è stato anche il canovaccio per film come Blade Runner o Matrix. Tutto torna quando in passerella sfila una maglia con la scritta “Paramount”.

Solo se si capisce il contesto – il set è una sala operatoria alquanto asettica, nei toni iconici della label Gucci – allora si può intuire il significato di ogni accessori indossato, apparentemente decontestualizzato ma messo in stretto rapporto con il corpo. “La nuova dimensione della corporeità si configura verso l’innovazione tecnologica (ingegneria genetica, biotecnologie, robotica), in una sorta di simbiosi e di compenetrazione tra corpo e macchina (A. Caronia, 1996)”.

Il corpo diventa il soggetto esplorativo nella sua molteplicità e Alessandro Michele lo indaga attraverso la creatività, la moda, la comunicazione del sé.

Come annota Suzy Menkes “In Milan, the past is the bigger influencer“. Diventa subito chiaro nelle mise bon ton di Jeremy Scott per Moschino – la sua è una Jacky O. Kenney in versione disco-fluo, con tanto di cappellini, guanti e deliziose borse mignon – o nella sfilata di Alberta Ferretti e Max Mara che rileggono accessori e volumi degli anni ’80 a pennellate black.

Dolce & Gabbana è tra il sacro ed il profano: porta in passerella slogan come Fashion Sinner o Santa Moda, tra gioielli a croce, ali patchwork e aureole delle DG Angels. Inoltre, le borse sfilano indosso alle modelle o penzolanti a sofisticati droni.